Notiziario - Varietà in pillole

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Come si realizzava un francobollo nel 1950/1960

Come si realizzava un francobollo nel 1950/1960

15/05/2015

È da tempo che siamo nell'era digitale ma una volta, per realizzare un francobollo le cose erano diverse. Cerchiamo di ricostruire le fasi più singolari e meno conosciute.

In previsione di una nuova emissione, il Poligrafico chiedeva ad alcuni disegnatori, veri e propri artisti, di raffigurare un determinato argomento.

Ognuno dei quali realizzava il suo progetto che sottoponeva alla commissione.

Il progetto consisteva nella realizzazione di un disegno di grande formato, spesso colorato a tempera che veniva quindi fotografato (in bianconero) e ridotto a misura "francobollo" per dare l'idea dell'aspetto che avesse avuto una volta stampato, e per verificarne la nitidezza delle diciture e dei particolari.

La commissione quindi, dopo aver scelto quello più idoneo al tema assegnato, faceva realizzare a bulino il conio da un incisore. Ma di questo ne parleremo in un altra occasione.

Come si realizzava un francobollo nel 1950/1960 Come si realizzava un francobollo nel 1950/1960

C2

molto comune

C1

oltre 1000 esemplari noti

C

fino a 1000 esemplari noti

R

fino a 500 esemplari noti

R1

fino a 250 esemplari noti

R2

fino a 100 esemplari noti

R3

fino a 50 esemplari noti

R4

fino a 25 esemplari noti

R5

fino a 5 esemplari noti

R6

esemplare probabilmente unico